Da Sabato 3 a Domenica 11
(Salone dell’Edilizia e della Casa)
a cura di Giulia Flavia Baczynski e Giuseppe Gradella
Fotografie di Kai-Uwe Schulte-Bunert, Paolo Perina, Giulia Flavia Baczynski, Clara Turchi, Elena Montanari, Giuseppe Gradella, Marco Introini, Cristiano Giglioli.

Solitamente quando si pensa alla fotografia d’ architettura le immagini che percorrono mente e occhi sono quelle di perfetti e candidi edifici, di spazi in cui ogni dettaglio è sufficiente a se stesso, dove ogni aggiunta si rivelerebbe un “fuori luogo”, di volumi e superfici che si delineano come oggetti assolutamente unici all’interno di una meditata composizione del fotogramma.
Spesso però si tende a dimenticare che l’oggetto architettonico, in quanto prodotto umano, deve necessariamente considerare il rapporto che lo lega a ciò che gli sta attorno; l’uomo e la sua architettura sono i capitoli dello stesso complesso racconto, risultato della somma di infiniti spazi, luoghi ed ambienti.
Ecco allora che questa mostra, o per meglio dire, questo racconto per immagini, vuole indagare il rapporto e l’equilibrio che intercorre tra uomo e habitat, tra segno architettonico e geografia del territorio.
Pensare la geografia come rappresentazione e descrizione di un territorio implica, in termini odierni, la necessaria partecipazione dell’uomo come soggetto attivo e creativo nella sua trasformazione.
Pensare invece il segno architettonico come l’insieme delle azioni umane che modificano e connotano un ambiente, implica la conoscenza e il saper riconoscere la sua complessa trama.
Sono innumerevoli i segni che si possono leggere in un territorio, come innumerevoli sono le attività e gli eventi che li hanno creati; i solchi regolari dell’aratura, la presenza degli argini come caparbia volontà di trattenere ed utilizzare ancestrali forze della natura, la divisione del territorio agricolo in un sapiente ed intricatissimo mosaico, i limiti ancora riconoscibili tra centri abitati e campagna, le tracce dei successivi e costanti ampliamenti delle città, sono solo alcuni dei segni presenti su un territorio.
La capacità di riconoscere, registrare, rappresentare ed infine progettare implica un equilibrio spesso instabile sul terreno della gestione di un territorio, che può passare dalla sterilità di un’azione puramente intellettuale al danno materiale di un’azione diretta e senza criterio alcuno; tra descrizione e creazione si deve realizzare una naturale equazione che porti alla consapevolezza delle azioni che si possono compiere.
Dimenticare i codici di lettura di un ambiente umano come di uno naturale porta inevitabilmente all’incapacità di saper intervenire su questi in modo sostenibile, con una reale visione di sviluppo futuro; serve quindi avere gli strumenti sia per leggere un territorio sia per potervi operare.
Questo racconto per immagini registra e rappresenta, con lo strumento della fotografia, realtà differenti in cui i segni del passato si mescolano alle presenze attuali, in luoghi in cui la permanenza di entrambi si rivela spesso senza soluzione di continuità, dove i significati dei segni che si sono mantenuti vanno perdendosi e le nuove realtà architettoniche si rivelano spesso sterili ed autoreferenziali, come navi con rotte perdute ed un cielo senza più stelle con cui orientarsi.
Sabato 3 ore 18.00 (Salone dell’Edilizia e della Casa)
Inaugurazione della mostra con la partecipazione degli autori.
Da Sabato 3 a Domenica 11
(Ex Convento)
Spaccati di vita, mosaici di avventure e frammenti di quotidianità in uno spazio collettivo che raccoglie l’esperienza di otto giovani fotografi impegnati a lanciare uno sguardo personale sul Nostro Paese.
“Hotel Italia” è il luogo metaforico dove si intrecciano percorsi eterogenei verso la (ri)scoperta e la (re)interpretazione, in cui ogni “stanza” diventa occasione di riflessione tramite l’osservazione degli oggetti e delle situazioni di vita comune, la rievocazione di esperienze del passato, la ricognizione documentaristica del territorio, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale.
Organizzata in collaborazione con Collettivo diecixdieci (www.diecixdieci.it)
Sabato 3 ore 19.00 (Ex Convento)
Inaugurazione della mostra con la partecipazione degli autori.
Al termine assegnazione dei premi al merito scolastico Rotary Club Gonzaga e Suzzara.
Da Sabato 3 a Domenica 11
(1° Piano – Padiglione 2)
La Mostra è costituita dall'esposizione di numerose copertine di quaderni scolasticiche hanno per argomento il volo. Dalla rappresentazione del volo di Icaro, passando alle macchine volanti di Leonardo, si arriva elle imprese epiche degli anni trenta per concludere con le conquiste spaziali degli anni settanta. Le copertine espostesono state stampate tra il 1910 ed il 1980e costituiscono un buon campione di tutto quanto è stato stampato in quegli anni in tema aeronautico. Il periodi in cui i mezzi d'informazione erano alla portata di poche persone, per la gran parte analfabete, i quaderni di scuola si rivelarono inaspettatamente un incredibile strumento educativo-propagandistico che aveva laprerogativa di una diffusione capillare nel territorio nazionale. Ogni scolaro ne era fornito e i famigliari certo non potevano restare indifferenti di fronte a copertine colorate ed accattivanti che recavano messaggi talmente evidenti dal rendere spesso inutile l'uso delle didascalie.Generalmente sottovalutati come oggetto collezionistico, i quaderni di scuola meritano di essere rivalutati, se non per il valore delle copertine in sè, certamente per i preziosi pezzi di storia che racchiudono nel loro interno.
Mostra a cura del Circolo Filatelico, Numismatico ed Hobbistico di Gonzaga
Venerdì 9
Ore 20.30 (sala convegni)
Convegno, "Il XX° secolo narrato dalle copertine dei quaderni di scuola"
Fiera Millenaria di Gonzaga s.r.l.
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